MoveOn Italia

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CdA Rai, la prova provata che nulla cambia

rai-televisione-farfalla-1Comunicato stampa di Move On Italia

La decisione del governo di procedere alla nomina del Consiglio di amministrazione della Rai con le vecchie norme è la smentita più efficace di quanto Matteo Renzi in prima persona ha dichiarato sulla riforma della Rai sin dalla metà dell’anno scorso. C’è voluto un anno per passare dalle parole ai fatti, dai proclami sulla cacciata dei partiti dalla Rai e sull’esaltazione della più grande azienda culturale del Paese alla realtà di una nuova spartizione dei posti nel CdA che prelude ad una nuova spartizione dei posti interni di direzione e di responsabilità.

Già la scelta di presentare una pseudo riforma che rafforzava la presa della politica (e del governo in particolare) sul servizio pubblico aveva dimostrato che dei proclami e del marketing pubblicitario che l’ha preceduta non era rimasto più nulla.

Ci sono voluti mesi per scriverla e per avviare la discussione come se si trattasse di un rivolgimento profondo sul quale avviare un confronto a largo raggio tra forze politiche, culturali e le rappresentanze sociali. E invece era solo una sistemazione della procedura per nominare il CdA e per introdurre la figura dell’amministratore delegato.

Adesso la rielezione del CdA con le regole spartitorie di sempre è la prova provata che la politica e i partiti non mollano il controllo sulla Rai. Se non fosse triste sarebbe anche il segno di un’importanza del servizio pubblico che alcuni davano per persa.

Dunque la Tv pubblica esiste e suscita ancora fortissimi appetiti di potere!

Se esiste allora è una buona ragione per continuare sulla strada di una riforma che consegni la Rai ai cittadini. Questo è l’impegno che intendiamo rinnovare a partire dall’esame alla Camera della legge sulla Rai alla quale abbiamo suggerito numerose modifiche.

Sulla composizione del CdA per il quadro in cui si colloca e per il modo con cui si è arrivati alla sua nomina c’è poco da dire. Al di là delle qualità dei nominati il giudizio non può che essere negativo.

Vignetta di Mauro Biani

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Questa voce è stata pubblicata il 4 agosto 2015 da in Uncategorized.

La Rai ai cittadini

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