MoveOn Italia

Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere (Gandhi)

Chi siamo

Il “MoveOn italiano” nasce su ispirazione del movimento americano che ha contribuito alla vittoria di Obama e quindi all’approvazione della nuova riforma sanitaria. Il nostro scopo è promuovere la Democrazia attraverso azioni partecipate al livello locale, nazionale e, insieme ad analoghe reti straniere, internazionale. Vorremmo stimolare la partecipazione tra i cittadini e i partiti,  per contribuire – tutti assieme – a un reale cambiamento delle condizioni politiche e culturali del nostro Paese.

2 commenti su “Chi siamo

  1. Fabio
    13 marzo 2012

    Credo sia importante dare un nome e magari un volto a chi promuove questo movimento, ma per trovare dei nomi è necessario cercare gli amministratori del gruppo su facebook. Perchè?

  2. danilo
    21 marzo 2012

    Sta girando il seguente invito:

    >La Riforma “La Rai ai Cittadini” da spingere nel prossimo Parlamento
    >Ci sarai il 23 Marzo e Aderisci all’intento di far partecipare gli
    >utenti-cittadini alle decisioni del Servizio Pubblico?

    Per quanto mi riguarda, di sicuro NO. Sarò invece qui, on line, ad avvertire della finta riforma (della serie: cambiar tutto per non cambiar nulla) condotta da questa iniziativa di cui ognuno, se vuole, potrà avere ulteriore notizia on line.

    Arriviamo subito al punto. Per quale irragionevole ragione i cittadini dovrebbero reclamare la partecipazione alle DECISIONI del Servizio Pubblico, quando non è stata mai raggiunta una ben più preziosa partecipazione alle MANSIONI dello stesso Pubblico Servizio?

    Ci viene detto:

    >LIBERIAMO la tv dal TOTALE CONTROLLO DEI PARTITI
    >”Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di
    >un’azienda che finanziano tramite il canone, eleggono direttamente
    >alcuni componenti nel Consiglio per le Comunicazioni audiovisive.”

    Qui sta il punto: la RAI, come ogni altro Ente Pubblico, è una nostra proprietà (che ci deriva non semplicemente dai quotidiani tartassamenti ma direttamente dal passaggio dalla monarchia alla Repubblica, con la conquista della sovranità popolare). E’ più che legittimo reclamare dunque un’equa partecipazione a turno ai pubblici impieghi da parte di ogni cittadino che si fosse preventivamente preparato.

    Limitandoci ad eleggere qualcuno nei Consigli della RAI ed eventualmente di altri Enti, non otterremmo nulla di buono. Tutti i problemi che patiamo derivano appunto dall’aver fatto la grandissima stupidaggine di delegare altri al posto nostro. Ora che facciamo, cadiamo ancora una volta nella solita trappola, illudendoci che questa volta la delega funzioni? Son gli occhi del padrone ad ingrassare il cavallo, non quelli di altri.

    Siamo pieni, stracarichi di osservatori, garanti, rappresentanti, associazioni … e ci troviamo sempre più nei guai.

    Nulla conta più dell’ESSERCI di PERSONA. La RAI è NOSTRA, sono nostri anche i suoi impieghi ed i redditi che ne derivano, insieme al suo know how e tutto il resto. Oggi molti cercano di truffarci con riforme per finta, ci dicono: renderemo trasparente la Pubbblica Amministrazione! E con ciò? Noi cittadini dovremmo forse essere contenti di rimanere tutti dietro ad un pesante cristallo che ci impedisce l’accesso a ciò che è NOSTRO?

    >La proposta: LA RAI AI CITTADINI
    >5 punti per garantire un bene pubblico

    Uno solo è il punto che conta: fuori tutti gli statali, nessuno escluso. Dentro a rotazione cittadini preparati. Parità di diritti, pluralismo capillare e diffuso: non sono questi gli obiettivi da perseguire?

    Il problema non sono solo i partiti, non è solo la classe politica. Costoro sono una piccolissima minoranza rispetto a quell’esercito di pubblici dipendenti che s’è impossessato a vita di PUBBLICI RUOLI e POTERI. Sono stati proprio costoro a renderci ESTRANEI a CASA NOSTRA. Sono stati gli statali a permettere alla politica di fare quello che ha fatto. Insieme hanno letteralmente divorato la Res Publica: si sono mangiati tutto! Ora, che hanno perso tanto i favori della destra quanto quelli della sinistra, si presentano davanti ai cittadini sperando di cavalcare la loro insoddisfazione.

    Che l’essere umano sia lontano dal conoscere la perfezione può anche essere vero.
    Ma fuor di senno non lo siamo di sicuro. Quanto meno, se lo siamo stati, faremo bene a non esserlo mai più.

    Danilo D’Antonio

    Nessun Parlamento da solo
    ci potrà dare la Democrazia,
    MA LA FUNZIONE PUBBLICA SI’! 🙂

    http://www.hyperlinker.com/ars/maturita_civica.htm

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